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2 629 m
1 476 m
0
3,1
6,3
12,59 km

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w pobliżu Balme, Piemonte (Italia)

Escursione che può essere anche fatta seguendo la via normale. Per passare dal labirinto verticale occorre un'ottima esperienza escursionistica poichè ci sono passaggi esposti e passaggi di arrampicata (livello F). Nei punti più pericolosi od esposti ci sono catene a cui tenersi per sicurezza. Ad ogni modo, chi volesse seguire questa via, lo fa a proprio rischio e pericolo.
Abbiamo lasciato lasciato vicino all'Albergo Camussot di Balme. A piedi siamo passati di fronte all'albergo ed abbiamo preso a sinistra la traccia a fianco dell'albergo. Si comincia subito a salire decisi fino al bivio "normale" e "Labirinto Verticale". Abbiamo preso a destra in falsopiano e in leggera discesa uscendo dal boschetto. Attraversando una pietraia recuperiamo quota fino a portarci sotto la parete rocciosa. Questo è l'unico punto in cui abbiamo avuto difficoltà a seguire la traccia. Ce n'è una che procede dritta, in piano che va ignorata. Viene da risalire una larga salita erbosa dove al termine c'è un ripetitore, girando tutta a sinistra, ma non ci sono i segni. Bisogna invece salire dritti sulla sinistra sotto le placche rocciose per infilarsi in una cengia stretta e in forte salita. Qui si vedono di nuovo bene i bolli rossi che bisogna sempre seguire per evitare di cacciarsi nei guai. In effetti è un vero e proprio labirinto e spesso ci siamo chiesti dove ci avrebbero portato le tracce. Il percorso è sempre molto ripido, con erba olina, su cenge esposte, ripidi canaloni in cui è necessario l'uso delle mani. Dopo pochi metri si gira a destra, si sale ripidi e si svolta nuovamente a sinistra percorrendo una cengia e aggirando massi, sempre in forte salita (tratti attrezzati). Nuova svolta a destra, passaggi ripidi tra erba olina e rocce per arrivare sotto una enorme parete rocciosa. Le tracce la superano e poi si dirigono dietro alla parete, sempre salendo ripide arrampicandosi in un canalino che chiude proprio alle spalle della parete rocciosa. Qui, secondo noi c'è il passaggio chiave. Si arriva contro una roccia e si deve superare uno sperone roccioso molto esposto che porta ad una cengia altrettanto esposta. Lo sperone roccioso si passa tenendosi ai cavi metallici facendo bene attenzione a dove mettere i piedi. Se si cade da lì, bene non ci si fa... Ci si deve poi arrampicare nei metri successivi su erba olina su uno stretto passaggio. Altra svolta a destra su ripido passaggio, poi traverso sulla sinistra, altra ripida svolta a destra, poi a sinistra e poi nuovamente a destra. Dopo questa ultima si esce finalmente dal labirinto. Sempre seguendo le tacche rosse si sale ripidi sul costone roccioso fino a raggiungere il bivio della normale. A questo punto è fatta. Un lungo traverso sulla destra porta nel canale del Rio Mercurin. Quando ci si affaccia si deve passare ancora una stretta cengia e perdere qualche metro di dislivello prima di arrivare ad affacciarci al Lago Mercurin passando dritti sopra le placche rocciose che fanno da diga al lago. Tempo di camminata 3.35 ore.
Dopo il meritato riposo e pausa pranzo abbiamo continuato il giro ad anello per ritornare all'auto passando dal Pian della Mussa. Qui ci aspetta la seconda, per fortuna più breve, parte impegnativa. Il sentiero si infila in un canalino che si stringe sempre più e che arriva al 60% di pendenza. In alcuni punti bisogna arrampicarsi sulle pietre e il fondo è sempre scivoloso per la presenza di pietrisco. Sono 100 metri di dislivello che portano ai 2600 metri del Lago del Ru. All'uscita del canalino la vista sul Lago Mercurin è magnifica, si possono ammirare le sue acque verdi in contrasto con le rocce marroni. Ora un facile sentiero, senza più difficoltà (a parte qualche altro piccolo passaggio su roccia), percorre in alta quota un traverso portando verso il Pian della Mussa, quasi mille metri più in basso. All'inizio il sentiero perde quota dolcemente, poi diventa sempre più ripido, soprattutto dopo l'Alpe della Rossa. Superata l'Alpe, a quota 2200 c'è un bivio. Rimanendo in quota il sentiero porta fino al Rifugio Città di Ciriè, mentre andando a sinistra, in discesa, si arriva alla Grange delle Mussa, passando dall'Alpe Rulè, risparmiando un sacco di cammino. Da qui abbiamo percorso il tratto di strada asfaltata fino ad imboccare la sterrata che ci ha riportati all'auto. Tempo di cammino 4 ore. Dislivello complessivo 1200 metri per uno sviluppo di poco meno di 13 Km.
Poco dopo il Lago del Ru abbiamo avvistato un branco di stambecchi che brucavano proprio sul sentiero. Si sono lasciati avvicinare parecchio senza scomporsi più di tanto.

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