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14,66 km

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w pobliżu Loritto, Lombardia (Italia)

Il Piz Tri è una meta poco nota ma di sicuro interesse. La sua posizione infatti la rende un punto di osservazione straordinario e la fatica richiesta per raggiungere la vetta, dettata soprattutto dal dislivello da affrontare, viene abbondantemente ripagata dal paesaggio circostante. E' uno scenario rilassante, silenzioso, dove l'opera trasformatrice dell'uomo è totalmente assente. E' trascorso ormai un mese dal mio primo tentativo quando mi trovai costretto a rinunciare alla vetta a causa delle condizioni della neve: ero salito soltanto con i ramponi senza portare con me le racchette da neve. Ci avevo provato in ogni modo, con tenacia e pazienza, ma la superficie era troppo cedevole e sprofondavo ad ogni passo. A poco meno di un'ora dalla vetta presi quindi la decisione di scendere, promettendomi però di completare l'ascesa il prima possibile.

Una volta raggiunta la località Loritto, frazione di Malonno (BS), si supera il centro abitato e si prosegue fino ad individuare una strada carrabile che sale a sinistra. Le chiare indicazioni CAI identificano l'inizio del sentiero #95a che dovremo seguire per raggiungere la nostra meta. Con un pizzico di fortuna riusciamo a posteggiare a bordo strada e ci incamminiamo di buon passo: il morale è alto e c'è una gran voglia di salire, di riempirsi gli occhi della bellezza che solo la montagna è in grado di custodire. Rispetto al tentativo precedente oggi non sono solo e potrò condividere gioie e fatiche con l'amico Carlo.

La prima parte del cammino, nonostante si svolga su un sentiero in gran parte cementato, risulta comunque piacevole e rilassante. La pendenza è moderata e consente di prendere confidenza con il percorso e di trovare la propria andatura. Ci troviamo inoltre in una località scarsamente abitata e il rumore del traffico è totalmente assente: bastano pochi metri per immergersi nella natura e nel silenzio. Si supera agevolmente un gruppo di case lasciandole alla propria sinistra per giungere poi in prossimità di un'area attrezzata per la sosta dove sono presenti alcune panchine e tavoli in legno. Nel caso in cui non troviate parcheggio all'inizio del sentiero potete anche salire fin qui, sempre che le condizioni della strada lo permettano.

Seguendo le indicazioni CAI abbandoniamo la carrareccia per seguire il bel sentiero che entra finalmente nel bosco. Un ponticello in legno consente di superare un ruscello e di proseguire lungo il sentiero che alterna tratti in lieve pendenza e brevi strappi in salita. Si raggiunge la località "Muse" dove sono presenti alcune abitazioni molto caratteristiche, probabilmente abitate soltanto nel periodo estivo. La temperatura è mite ed è giunto il momento di togliere la giacca e di indossare i ramponcini. Da qui in poi infatti il terreno sarà ricoperto da neve e ghiaccio, meglio evitare stupide cadute. Abbandoniamo le ultime tracce di civiltà per immergerci nel cuore di questa bella escursione attraverso un bosco che ora diviene più fitto.

La neve è presente in abbondanza ed è ben battuta, possiamo pertanto procedere spediti seguendo le tracce lasciate dagli escursionisti che vi hanno transitato in precedenza. La pendenza è moderata e costante, solo alcuni brevi tratti risultano più impegnativi ma li affrontiamo con calma e senza strafare. Abbiamo davanti tutta la giornata, meglio sostare quando necessario e ammirare il panorama, senza per forza affrontare la salita sempre con il cuore in gola. La presenza della neve consente inoltre di seguire molteplici percorsi ma noi decidiamo di rimanere fedeli alla bollatura bianco-rossa del sentiero estivo. Solo nel tratto finale che conduce fuori dal bosco decidiamo di deviare a sinistra seguendo le tracce lasciate da una motoslitta affrontando una salita molto ripida con neve cedevole.

Usciti dal bosco raggiungiamo una sella pianeggiante dove troviamo le indicazioni per il Laghetto (a sinistra) e per la via normale. Come nel mio precedente tentativo scegliamo la prima opzione che dovrebbe consentirci di godere di un panorama più aperto. Indossiamo le racchette da neve per procedere con maggiore sicurezza anche se oggi non sarebbero necessarie, altri escursionisti stanno infatti salendo indossando i ramponi. La scelta è dettata più dal mio desiderio di utilizzarle che da un'utilità pratica: le ho portate, la pendenza non è eccessiva e quindi le posso utilizzare in sicurezza. E' bene specificare che le mie racchette da neve sono dotate di ramponi per il ghiaccio e risultano quindi idonee anche all'utilizzo su neve molto dura.

Seguendo le tracce procediamo costeggiando il versante alla nostra sinistra lungo un bel sentiero che ci conduce su un altopiano molto suggestivo. Alla nostra destra, ricoperto dalla neve, dovrebbe esserci il Laghetto. Alle sue spalle invece possiamo ammirare il ripido pendio che conduce alla vetta. Rimaniamo sul sentiero senza attaccare direttamente il versante e raggiungiamo la sella posta a sinistra del Piz Tri. Non ci resta che affrontare l'ultimo tratto del percorso, quello più impegnativo dal punto di vista fisico. Osserviamo il ripido pendio innevato alla ricerca di una traccia battuta: la presenza di altri escursionisti rende più semplice questa fase di orientamento, ci basta seguire i loro passi. Io decido di mantenere le racchette da neve ai piedi e ciò mi consente di salire "in libertà" senza procedere per forza a zig-zag.

Nel giro di una mezzoretta, soffermandoci di tanto in tanto per ammirare il paesaggio e riprendere fiato, raggiungiamo la vetta. Qui decidiamo di sostare per alcuni minuti per uno spuntino, le fotografie di rito e la contemplazione dello straordinario panorama che ci circonda. Il cielo è quasi completamente azzurro ed è un piacere rimanere seduti su una roccia e riscaldarsi al sole. Decidiamo di percorrere un breve anello in discesa procedendo lungo la cresta alla nostra destra per ammirare la vetta anche da una prospettiva differente. Ci ricongiungiamo quindi al sentiero utilizzato per l'ascesa che ci consentirà di scendere a valle senza difficoltà, indossando soltanto i ramponcini.

Personalmente sono molto soddisfatto dell'escursione appena compiuta e della bella giornata trascorsa in montagna. Il Piz Tri è una destinazione facile da raggiungere e davvero molto suggestiva in condizioni invernali, l'unica difficoltà oggettiva è la lunghezza del percorso ed è quindi richiesta una buona condizione fisica. E' bene comunque ricordare che le condizioni della neve vanno sempre valutate attentamente, in particolar modo quando la pendenza supera i 20 gradi come sul pendio finale. Oggi la neve era compatta, battuta ed era presenta ghiaccio in profondità per cui non sussisteva alcun rischio di distacco. Sicuramente tornerò a percorrere questo sentiero, magari in periodo autunnale per godere delle splendide tonalità di colore che il bosco sarà in grado di regalare.

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